
Il VPS è una delle possibilità di gestione ed amministrazione dei domini a metà strada tra l’hosting ed il server dedicato, con la quale si ha una virtualizzazione in più frazioni di un determinato server.
Questo ha il vantaggio di isolare le differenti gestioni in più utenti, eliminando il rischio provocato da un uso improprio dei servizi e relative applicazioni, il costo e decisamente inferiore al server dedicato ma più alto dell’hosting.
C’è da dire tuttavia che il VPS ha dei limiti, come ad esempio la RAM assegnata all’account frazionato, la memoria varia a seconda dei piani e questa in ogni caso è condivisa con altri VPS quanti ne saranno creati in ogni server, i normali piani disponibili partono da 512Mb, per un corretto funzionamento occorre avere almeno 2Gb di RAM e questo incremento di memoria lievita il costo della VPS quasi fino ad arrivare alla soglia del costo del server dedicato.
Tuttavia la virtualizzazione ha come effetto secondario il rallentamento generale del server virtualizzato e quindi delle relative VPS, in quanto se pur isolate le risorse totali ridistribuite sono sempre le stesse, un po’ come avviene con i sistemi di virtualizzazione locali, avviando due sistemi sullo stesso PC si noterà un rallentamento generale dello stesso.
Quindi da ultima analisi se si ha la necessità di una maggiore indipendenza di gestione occorre sapere che per una VPS ottimale occorre avere un minimo di risorse a disposizione e queste sono le stesse di un server di media potenza, ma il server dedicato sarà notevolmente più performante in quanto le risorse non sono condivise a differenza della VPS.
Infine la VPS non mette al riparo l’amministratore della stessa riguardo la sua gestione, quindi è ugualmente vulnerabile come il server dedicato, a questo punto che senso ha la VPS al costo di un server con gli stessi rischi e meno potenza?